Li chiamavano bamboccioni: Giovani e lavoro nell'era della flessibilità
Venerdì 13 aprile ore 18.00 Facoltà di Scienze Politiche (via Conservatorio 7)
Presenteremo i risultati dell'indagine su giovani e lavoro e ne discuteremo insieme a: Roberto Benaglia (segretaio regionale CISL Lombardia), Emiliano Novelli (Gruppo giovani imprenditori Assolombarda), Cristina Tajani (Assessore al lavoro).
Modera Fabio Savelli, giornalista del Corriere della Sera
Un occasione importante per continuare a parlare di giovani e lavoro con...partendo dall'esperienza di giovani veri!
Per maggiori informazioni fai click qui:
http://cl.ly/FO7o
Rassegna stampa
Il comunicato stampa dei presentazione del convegno
InDialogo Unitario Scrive Antonio Filieri, vicepresidente di Azione Cattolica
Avvenire 19-2-2012 I primi dati parziali al convegno della Pastorale Giovanile
www.incrocinews.it Il convegno del 18 febbraio 2012 sul tema giovani e lavoro
Avvenire 8-4-2012 Li chiamavano bamboccioni
Incontrate un giovane per strada e chiedetegli che lavoro fa. Chiedetegli cos’ha studiato e, soprattutto, quando scadrà il suo contratto. Poi chiedetevi: che fiducia avreste voi nel futuro se foste nella sua situazione?
Eppure, dati alla mano, prima del 2000 i giovani disoccupati in Italia erano circa il doppio di oggi. Ma qualcosa è cambiato. Allargando lo sguardo, il problema non si ferma al precariato e alla disoccupazione, ma coinvolge una società inadeguata alle nuove condizioni. Provate a chiedere un mutuo con un contratto di due anni o a immaginare di avere un figlio. Provate a pensare di condividere con la persona che amate una vita vittima della mobilità forzata. “Alzati, ti chiama” deve essere una voce di Speranza vicina alla certezza che in ogni tempo e in ogni difficoltà Cristo cammina accanto a noi.Come giovani di AC abbiamo deciso di rispondere concretamente a questa missione, studiando con metodo e competenza la situazione e incontrando i giovani lì dove sono. Con il prof. Francesco Marcaletti, docente di Relazioni del Lavoro presso l’Università Cattolica e Giovanni Castiglioni, dottorando in Sociologia del Lavoro, abbiamo avviato l’indagine “Un talento nascosto: il lavoro secondo i giovani”.
A partire da ottobre abbiamo distribuito 1.000 questionari a giovani tra i 18 e i 30 anni residenti in Diocesi per raccogliere informazioni sulla situazione e sulla storia lavorativa, sui desideri sacrificati per il lavoro, sui sogni per il futuro, sulla presenza e l’impatto delle strutture educative e sociali.
In questi giorni stiamo procedendo con l’elaborazione dei dati raccolti. Nei prossimi mesi i risultati verranno presentati pubblicamente durante incontri di approfondimento dedicati al tema dei giovani e del lavoro.
I risultati di questa ricerca guideranno i passi successivi, con i quali vogliamo parlare ai giovani e con i giovani delle facce del lavoro meno affrontate dai media, dall’imprenditoria via Internet ai finanziamenti europei, dal lavoro per i più deboli alle Start-Up. Vogliamo parlare di una generazione capace e preparata. Vogliamo parlare di un tempo dove con un’ADSL e tanta passione si può decidere e cambiare il proprio futuro. Vogliamo parlare di solidarietà e coesione non per tamponare i problemi ma per crescere e realizzare i nostri sogni. Noi giovani vogliamo parlare con voi.
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La ricerca, promossa dal settore Giovani dell’Azione Cattolica Ambrosiana, si propone di approfondire il rapporto tra le giovani generazioni e il mondo del lavoro attraverso un questionario strutturato articolato in 43 domande al fine di indagare le condizioni personali, familiari e sociali che stanno alla base degli eventi che compongono il corso di vita dei giovani tra cui la relazione con il mercato del lavoro.
L’indagine pone l’accento sulle esperienze, le percezioni e le aspettative nei confronti del lavoro da parte di un campione di circa 800 giovani tra i 18 e i 30 anni nelle diverse zone pastorali della diocesi di Milano. Il questionario prevede una prima parte anagrafica uguale per tutti gli intervistati mentre nella seconda parte si articola in due sezioni distinte: una per i giovani occupati e una per quelli non occupati.
Di fronte a un mercato del lavoro che cambia più velocemente rispetto al passato, i giovani entrano nel mercato del lavoro gradualmente, spesso affiancando il lavoro allo studio vivendo una pluralità di percorsi, ciascuno con le proprie particolarità e peculiarità. Vi è un aumento della pluralità delle forme lavorative, si innalzano i livelli di istruzione, iniziano a svilupparsi nuovi lavori, cresce la terziarizzazione.
La ricerca si interroga inoltre su cosa i giovani si aspettino dal mondo del lavoro: c’è il “lavoro sognato” e il “lavoro immaginato” si creano immagini e aspettative, vengono attribuiti sensi, significati e valori. D’altro canto, però, c’è il riscontro con la realtà e le possibilità di lavoro attuali, che non sempre combaciano con quanto si desiderava.
Un certo spazio è dedicato, infine, al contesto in cui i giovani sono inseriti e sono cresciuti per valutare, tra gli altri aspetti, quanto la famiglia d’origine influenza la scelta e la possibilità di trovare lavoro e quanto il lavoro può influire sulle relazioni sociali e le attività del tempo libero.
La dimensione territoriale diocesana è un laboratorio concreto per affrontare e approfondire il rapporto tra giovani e lavoro; essa offre, infatti, uno spaccato interessante di realtà diverse per dimensioni, tradizioni, opportunità formative e lavorative che permette di tracciare un quadro piuttosto completo e interessante della situazione.
18 febbraio 2012 - convegno su "Giovani e lavoro" organizzato da Azione Cattolica, Caritas, Ufficio di Pastorale Giovanile e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro. Vai al sito