Pubblichiamo il comunicato del MEIC, il movimento degli intellettuali cattolici, sulla legge approvata al Senato riguardo il pacchetto sicurezza, come Azione Cattolica Ambrosiana condividiamo con gli intellettuali cattolici la preoccupazione che già avevamo espresso nel nostro pronunciamento.
Di seguito è possibile leggere il documento Meic e quello dell'AC condiviso da diverse associazioni.
Pacchetto sicurezza
Meic: è una legge fuori dalla storia
Il movimento degli intellettuali cattolici si schiera contro le norme anti-immigrati approvate ieri dal Senato: non è sicurezza ma chiusura, consolidare le barriere apre a un futuro problematicoIl Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) esprime la sua contrarietà al provvedimento legislativo sulla sicurezza, approvato ieri in via definitiva, e affida la propria posizione a una nota ufficiale della Presidenza nazionale.
"Le nostre speranze che si trovassero opportune vie politiche per risolvere il problema dell’accoglienza degli immigrati sono andate deluse. Il nostro Parlamento non è riuscito che a varare una serie di norme di chiusura, riunite per giunta sotto il titolo di “Norme per la sicurezza”, facendo intendere che gli immigrati siano, insieme alla mafia, i primi responsabili dell’insicurezza dei cittadini. Al di là di considerazioni utilitaristiche – sono gli immigrati che svolgono lavori indispensabili e non di rado umili – ed umanitarie – le norme escludono dai benefici della vita civile molte persone – questa chiusura ci fa uscire dalla realtà della storia, sempre più improntata a scambi non solo di informazioni e di idee, ma anche di persone. La scelta di consolidare barriere, piuttosto che realizzare, e magari inventare, forme di integrazione nuove e più avanzate, apre a un futuro problematico".
Pronunciamento dell'Azione Cattolica Ambrosiana condiviso da diverse associazioni:
In merito al “pacchetto sicurezza” e alle norme relative all’immigrazione e preoccupati per il concreto rischio di vedere messi in discussione alcuni tra i diritti umani fondamentali, proponiamo le seguenti riflessioni.
È per noi già fonte di perplessità ricorrere all’uso del termine “sicurezza” mettendolo in relazione alle modifiche delle norme sui ricongiungimenti familiari e sul riconoscimento dello status di rifugiato politico: quasi che queste regole possano avere a che fare con la sicurezza dei cittadini e non, invece, essere considerate provvedimenti di un eventuale “pacchetto famiglia”.
La lunga serie di divieti, poi, declinati nel Disegno di legge n°733/08, sembra far prevalere una logica repressiva mirante a “rendere la vita impossibile” allo straniero che si trovi in situazione di irregolarità dal punto di vista dell’ingresso o del soggiorno.
Condividono e sottoscrivono il documento anche queste associazioni:
- Agesci Milano
- Città dell'Uomo
- Rosa Bianca