Mercoledì 16 dicembre 2009 - Lo stupore per la potenza di Dio nella mia vita

Lettura del Vangelo secondo Matteo 22, 23-33
In quello stesso giorno vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogarono: «Maestro, Mosè disse: “Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello”. Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. Alla fine, dopo tutti, morì la donna. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta in moglie». E Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!». La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.
Anche questo racconto, come quello di ieri, è incentrato su una questione religiosa in cui si tenta di “provocare “ Gesù.

COmmento e domande
Nella prima parte, prendono parola i sadducei, schierati politicamente a favore dei romani e religiosamente tradizionalisti; per questo, erano contrari alla resurrezione dei morti, ma soprattutto la equiparavano alla condizione terrena: da qui, l’esempio della donna con i sette mariti.
Nella seconda parte, si incontra la risposta di Gesù che si evidenzia su un doppio livello: i sadducei non fanno attenzione alla testimonianza biblica e misconoscono la potenza divina. La credenza nella resurrezione poggia, appunto, sulla potenza divina vivificatrice e creatrice e deriva come logica conseguenza dalla fede nel Dio della creazione e della vita.
SO STUPIRMI QUOTIDIANAMENTE DELL’AZIONE DELLA POTENZA DI DIO NELLA MIA VITA O MI AFFIDO A LOGICHE “TROPPO UMANE”?
Da tale sottolineatura risulta, quindi, che la resurrezione non può essere la pura e semplice continuazione dell’esistenza terrena, ma una nuova creazione; la realtà dell’attuale condizione umana sarà profondamente mutata: non mi devo, dunque, soffermare sui miei parametri, ma è importante che ragioni sul fatto che sia una novità totale, radicale.
Per esprimere questa novità così completa, Gesù utilizza un linguaggio concreto: dice che i risorti saranno come angeli, ai quali è estraneo il matrimonio. Egli vuole dire che nel mondo dei risorti la vita scaturisce dal miracolo della potenza creatrice di Dio e che il matrimonio, istituzione terrena, non avrà più ragione d’essere perchè Dio sarà tutto in tutti.

Preghiera
Insegnaci Signore a scoprire la grazia che viene dalla risurrezione e donaci di vivere da risorti fin da ora, partendo dalle relazioni di tutti i giorni in cui trasformare il male in bene, l’odio in perdono, il sospetto in fiducia. Amen
Notizie dal territorio
In Dialogo Unitario

Come lavorare insieme nei Consigli pastorali

News image

In vista del rinnovo degli organismi pastorali qualche consiglio per fare meglio.

Scuola: troppi tagli danneggiano i disabili

News image

Nuovo grido d’allarme dal mondo della scuola, con risorse sempre più limitate.

Caro Diario

Verso un nuovo anno associativo. Tutti gli appuntamenti

News image

Sale e luce sono i due simboli che guideranno il prossimo cammino dell’Ac.

Le sfide che ci attendono nella Chiesa locale

News image

Nell’intervista alla presidente diocesana Soncini i principali punti di riferimento.

Cerca nel sito
Nuova grafica unitaria
Consigli di lettura
News image
AC Milano TV
Loading...