1. Tutti parlano oggi di famiglia ed è diventato quasi rituale ricordare la sua centralità come cellula essenziale della società e luogo di socializzazione per eccellenza. Pare altrettanto rituale dolersi per i fenomeni crescenti di instabilità e scioglimento del legame matrimoniale, così come allarmarsi per i tentativi di legittimare forme di convivenza, parificandole alla “vera” famiglia.
L'impressione è che la famiglia faccia notizia soprattutto per i dolorosi fenomeni di rottura, per le sue crisi conclamate e per i possibili attentati che le possono derivare dalla legittimazione di modelli di unione che non siano la famiglia fondata sul matrimonio.
Il rischio è che questo dibattito prenda tutto l’interesse che la politica e l’opinione pubblica decidono di riservare alla famiglia, senza accorgersi di molti altri aspetti urgenti e di necessario intervento per non mettere a rischio l’attuale solidità e durevolezza delle moltissime famiglie “tradizionali”.
Nel contesto del dibattito attuale ci sembra utile tornare a parlare della famiglia normale, un'esperienza che viene vissuta quotidianamente da milioni di italiani che hanno scelto di condividere la vita con il proprio coniuge e si aprono alla stupenda avventura della generazione dei figli. Ci sembra utile richiamare l’attenzione proprio su ciò che è necessario dare oggi alle famiglie perché non vengano soffocate da compiti gravosi in termini economici, di tempo e di relazioni. E’ questo un modo per riaffermare la centralità della famiglia senza permettere che la pur giusta preoccupazione per le patologie della famiglia finisca in qualche modo per offuscare la realtà quotidiana delle famiglie “normali”.
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