In Dialogo Unitario
tratto dall'ultimo numero di In Dialogo Unitario, il periodico dell'Azione Cattolica di Milano (per visionare la versione elettronica del giornale clicca qui)
A breve tutti i cittadini maggiorenni saranno chiamati alle urne per eleggere il Parlamento nazionale e il Consiglio regionale. A causa del morso della crisi che ci impoverisce materialmente e deprime moralmente e di diversi misfatti recentemente emersi dalla politica, questa scadenza elettorale chiede di essere vissuta con rinnovato impegno per il futuro del paese.
Scegliere con responsabilità significa assumere il “noi” relazionale, ecclesiale e politico come contesto della scelta e come riferimento per il discernimento del bene. L’alternativa rischia di essere una deriva individualistica che si chiude nel “non pensiero” fino al “non voto”. Responsabilità significa riconoscere che il bene è bene comune e che va ricercato in maniera condivisa, perchè a fondamento della democrazia partecipativa c’è la persona umana.
Leggi tutto: Partecipazione alle elezioni : esercizio di responsabilità irrinunciabile
In Dialogo Unitario
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In Dialogo Movimento Terza Età

In Dialogo Catechisti
Rivista che nasce dalla collaborazione fra Azione Cattolica, Ufficio servizio per la Catechesi Diocesano e Fondazione Diocesana per gli Oratori Milanesi (FOM) e si rivolge ai catechisti parrocchiali dell'iniziativa cristiana.
Contiene riflessioni e approfondimenti sulla spiritualità del catechista e aiuti per lo svolgimento di questo servizio educativo.
Quota di abbonamento: 12,00 euro, nove numeri annui (utilizzare il ccp n. 18834200).
Editoriale
Chiamati a diventare santi
«...la perfezione, cioè l’essere buono, il vivere la fede e l’amore, è sostanzialmente una, ma in forme molto diverse. Molto diversa è la santità di un certosino e di un uomo politico, di uno scienziato o di un contadino, e via dicendo. E così per ogni uomo Dio ha il suo progetto e io devo trovare, nelle mie circostanze, il mio modo di vivere questa unica e comune volontà di Dio le cui grandi regole sono indicate in queste esplicazioni dell’amore. E cercare quindi anche di compiere ciò che è l’essenza dell’amore, cioè non prendere la vita per me, ma dare la vita; non “avere” la vita, ma fare della vita un dono, non cercare me stesso, ma dare agli altri. Questo è l’essenziale, e implica rinunce, cioè uscire da me stesso e non cercare me stesso. E proprio non cercando me stesso, ma dandomi per le grandi e vere cose, trovo la vera vita. Così ognuno troverà, nella sua vita, le diverse possibilità: impegnarsi nel volontariato, in una comunità di preghiera, in un movimento, nell’azione della sua parrocchia, nella propria professione. Trovare la mia vocazione e viverla in ogni posto è importante e fondamentale, sia io un grande scienziato, o un contadino. Tutto è importante agli occhi di Dio: è bello se è vissuto sino in fondo con quell’amore che realmente redime il mondo.»
Dagli scritti di san Francesco di Sales
Il brano tratto dagli scritti di san Francesco di Sales è appropriato per trasmettere la profonda chiamata che ognuno di noi ha ricevuto ad «essere santo»: la bellezza della vita cristiana infatti chiede ad ogni credente di porsi alla sequela di Cristo giungendo come cita il documento del Rinnovamento della catechesi «… a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come spera Lui, a vivere in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo» (RdC n. 38).
Il testo della rivista ci invita questa volta a cogliere ogni occasione che ci venga data, dalla lettura e meditazione della Sacra Scrittura, alla lettura dei documenti del Magistero, dalla attenzione per ognuno dei ragazzi a noi affidati o dei loro genitori, come un unico progetto con il quale il Padre ci chiede di vivere la nostra chiamata alla santità. Tutto sull’esempio del grande vescovo Carlo.
L’esempio dei santi è sicuramente una via privilegiata per far accostare i nostri ragazzi e ragazze alla bellezza del vivere cristiano: per questo motivo il dossier di questo numero contiene, per gentile concessione della redazione di Fiaccolina, il sussidio utile ad accompagnare i nostri ragazzi e ragazze all’interno del Duomo in un percorso che li accosti alla figura, all’esempio di vita e alla storia di santità di San Carlo.
Il sussidio, che in caso di visita all’interno del Duomo sarà donato ad ogni ragazzo, accompagna ogni persona all’interno di un percorso di fede che, a partire dal Battistero passa alla navata centrale, dove i ragazzi vengono introdotti nel mistero più alto della vita cristiana: vivere per andare incontro a Gesù. La navata parla anche di chi questo cammino lo ha già effettuato: fra tutti proprio San Carlo Borromeo. I quadroni che raccontano la sua vita come Pastore della Diocesi aiutano i ragazzi a capire che diventare santi comporta cambiamenti dentro e fuori di sé. I ragazzi vengono poi invitati a sostare un attimo in silenzio davanti alla «croce di San Carlo» per esprimere con lo stesso cuore del Borromeo l’amore per il Crocifisso. L’ultima tappa è davanti all’urna di San Carlo, con una preghiera che richiama l’impegno a fare «Anche tu così».
Gli educatori dei gruppi di ragazzi e preadolescenti devono prenotare l’itinerario e la visita in Duomo a partire dalla metà di gennaio sino alla fine di luglio, telefonando o scrivendo alla segreteria della Cattedrale (tel. 02.877048 – cattedrale@duomomilano.it). È necessario prenotare le radioguide presso il Duomo Info Point (via Arcivescovado – tel. 02.72023375).
Allora non ci resta che chiedere al Signore, come ricordava san Francesco di Sales, di imparare che l’importante per un cristiano non è «“avere” la vita, ma fare della vita un dono, non cercare me stesso, ma dare agli altri».
Una storia: l’ombra del santo
C’era un tempo un uomo così pio che anche gli angeli si beavano nel vederlo. Malgrado fosse così santo, egli non se ne rendeva assolutamente conto. Compiva i suoi doveri quotidiani irradiando bontà con la stessa naturalezza con cui i fiori diffondono il loro profumo e i lampioni la loro luce.
La sua santità consisteva nel fatto che egli dimenticava il passato delle persone e le vedeva come erano in quel momento e andava al di là delle loro apparenze, per arrivare nell’intimo del loro essere, dove erano innocenti e puri e del tutto ignari di ciò che stavano facendo.
Perciò egli amava e perdonava tutti coloro che incontrava e non trovava in questo nulla di strano, poiché era il risultato del suo modo di vedere gli altri.
Un giorno un angelo gli disse: «Sono stato mandato da Dio; domanda tutto ciò che vuoi e ti sarà dato. Desideri avere il dono di guarire la gente?»
«No, preferisco che sia Dio stesso a guarire» disse il santo. «Vorresti riportare i peccatori sulla retta via?» ribatté l’angelo. «No, non è compito mio toccare il cuore degli uomini. È il lavoro degli angeli» rispose. Soggiunse l’angelo: «Ti piacerebbe essere un tale modello di virtù che la gente si senta spronata a imitarti?». E il santo: «No, perché così sarei sempre al centro dell’attenzione».
Non avendo altro che dire l’angelo concluse: «Che cosa desideri allora?».
E il santo disse: «La grazia di Dio è tutto ciò che desidero». «No, devi chiedere una dote miracolosa o ti verrà imposta». «Bè, allora domando che sia compiuto del bene per mezzo mio, senza che io lo sappia».
Fu quindi deciso che l’ombra del santo uomo fosse dotata di proprietà miracolose tutte le volte che egli stava di spalle. Così, dovunque la sua ombra si posasse, purché fosse dietro di lui, i malati erano sanati, la terra diventava fertile, zampillavano le fontane e il volto di coloro che erano oppressi dalle pene della vita riprendeva colore. Ma il santo non sapeva niente di tutto questo, poiché l’attenzione di tutti era così concentrata sulla sua ombra che nessuno si ricordava di lui; con il suo desiderio di fare da intermediario senza essere notato fu esaudito fino in fondo.
La redazione